Amarcord genuino

Nella mia Umbria la raccolta delle olive ha un sapore dolce e intenso. È un momento di assoluta malia, in cui la parte immutabile di ognuno si fonde con la traccia di ciò che dell’antico rito ormai resta.

Si parte sempre da lontano. Da millenni l’ulivo incarna spiritualità e purezza, rigenerazione e tenacia, pace e grandezza morale. Uno dei miti più evocativi vuole che Atene sia nata dall’ulivo che la dea omonima fece germogliare dalla roccia per mezzo di un colpo inferto dalla sua lancia; ulivo che poi fu sottoposto a presidio militare dai mortali a lei devoti, costando l’esilio a chiunque avesse osato danneggiarlo.
Poi fu la volta di Omero, che nell’Odissea mise in mano ad Ulisse e ai suoi uomini un tronco d’ulivo affinché “Nessuno” abbagliasse fatalmente Polifemo. E la salda unione fra Penelope e l’eroe acheo, sopravvissuta ai nubifragi dell’infedeltà e legata ai fili dell’eterna tela, fu suggellata proprio sul letto nuziale scavato in un tronco d’ulivo.

Forse è per i retaggi millenari di miti e leggende, forse è per l’importanza che ha la tradizione culinaria nella mia terra, forse è per questo ed altro che da decenni, secoli, le famiglie si riuniscono sotto l’ombra e il vento delle fronde d’ulivo.

Questo periodo dell’anno è il tempo in cui, fino a qualche decennio fa, si potevano scorgere nonni e zii, fratelli e genitori immersi fra risate e ricordi, magari insaporendo qua e là con vocii boccacceschi. Oggi, famiglie un po’ più ristrette da fine ottobre si prendono un momento di sosta dalla fatica della ripetitività del lavoro moderno fra le tenute lasciate in eredità da quei ricordi e quelle risate, anticipando quella data che un tempo faceva scendere qualche goccia d’olio in più, o almeno così si credeva.

Tradizioni di famiglia

La famiglia vive delle tradizioni lasciate in eredità, magari anticipando le stagioni. Ma i gesti restano immutati affinché il meglio di ciascuno sopravviva

E l’attesa per gustare l’aroma pungente dell’olio nuovo rimane comunque momento solenne. Si fa la conta del raccolto implorando, ora più che mai, la clemenza di queste mutevoli e lunatiche stagioni; nelle cantine domestiche, che profumano ancora di mosto, si ripulisce l’oliva dalle naturali impurità che potrebbero alterarne il sapore; si dibatte su chi abbia l’olio più buono, che poi alla fine è sempre quello frutto della propria solerzia. Ma la sostanza non cambia e le parole lasciano spazio al sentimentale costume: alla fine della raccolta, famiglia ed amici si riuniscono attorno alla tavola imbandita con pane sciapo bruscato cosparso di abbondante aglio, un pizzico di sale e imbevuto di verde olio.

Impegno è soddisfazione

Impegno è soddisfazione

© eVoluptas di Debora Pugnali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*