Narni a cielo aperto

Narni
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La fisionomia di un territorio è tratteggiata da una galassia di elementi che tutt’insieme contribuiscono a dare quella calda sensazione di casa anche al più remoto dei visitatori. Quegli elementi che si ripetono di luogo in luogo pur diversi ogni volta, contribuiscono alla scrittura di un DNA profondo e tacito, a volte non percepito, altre vincolante di qualunque sfumatura si tinga. Perciò quel carattere medioevale o più antico ancora, quella natura che intorno vi si staglia diventano lineamenti di un volto familiare che scivola fra i passanti. In alcuni casi talmente abituati da non vederlo nemmeno. Eppure così influenzati nella loro quotidianità da questa fisionomia…

Narni

Narni

Narni è uno dei cromosomi dell’Umbria, una di quelle certezze paesaggistiche che sa un po’ di famiglia e un po’ di passato. Ti accoglie con la consueta architettura severa ed elegante, benché unica, che si amalgama con i colori delle stagioni.

In questa domenica i bambini prendono una pausa dalla scuola, schiamazzano e ridono e da una finestra all’altra si chiamano con sollecitudine per accordarsi sui giochi pomeridiani. Sembrano echi lontani, immagini di un medioevo che sembra non essere mai terminato.

Narni

Proseguo un po’ a caso, sempre col naso all’insù guardando i merli, le volte o gli archi, sbirciando fra gli scorci concessi dalle vie per poi tornare lungo il corso principale antistante via Mazzini.

Narni, Palazzo Scotti

Palazzo Scotti con la sua brumosa coltre caliginosa assorbe la luce ultravioletta e un po’ innaturale che proviene dall’antistante piccola e raccolta chiesa di Santa Maria Impensole, arrivata ad oggi portando con sé il retaggio e molti degli elementi architettonici che in un passato ancora più lontano ne facevano un tempio pagano devoto a Bacco.

Narni, Chiesa di Santa Maria Impensole

Chiesa di Santa Maria Impensole

Tutt’intorno osterie e piccoli bistrò si preparano per l’imminente cena, mentre i turisti e gli abitanti si raccontano pettegolezzi o aneddoti seduti ai bar risvegliandosi dal torpore del lungo pranzo domenicale con un buon espresso.

Un piccolo scorcio di quotidianità, che ridimensiona la percezione del tempo: la prima immagine che si ha di Narni è di un piccolo arroccamento tipicamente Umbro e l’inganno che gioca è l’illusione di una frugale e veloce visita alla mordi e fuggi. Invece, una volta varcata la soglia di Porta Ternana si ha a disposizione una lunga storia semisconosciuta a guardia del presente inserita fra le feritoie e le bocche di fuoco. E qualche minuto di sosta diventa un pomeriggio davvero piacevole…

Narni

Cielo, monti e tetti… Ancora prospettive

© eVoluptas di Debora Pugnali

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