Olivagando fra i sapori di Magione

Olivagando

Domenica 22 novembre “Olivagando – festa dell’olio e dei sapori d’autunno” organizzata dal comune di Magione ha ospitato me e Olga di Beautiful Umbria per il blog tour dedicato all’evento e al territorio. Ad accoglierci FabiolaIn viaggio con Fabila– Magionese DOC e profonda conoscitrice delle leggende del luogo.

Magione - Olivagando

Dalla cima della Torre dei Lambardi (Magione) la vista riscalda anche la gelida tramontana…

La giornata si apre di colpo dalla cima della Torre dei Lambardi, fortilizio di epoca medioevale che svetta su un panorama mozzafiato e colorato d’autunno; è opera dei Cavalieri di Malta che, nel tempo, hanno condizionato cultura, economia, storia e leggende popolari.

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Castello dei Cavalieri di Malta – Magione. Stemma dell’Ordine: la croce di San Giovanni

Si racconta infatti che la Torre comunichi, attraverso un cunicolo sotterraneo e segreto, con il Castello – altro meraviglioso diamante incastonato tra le bellezze architettoniche della città – sede dei cavalieri di Malta, oggi florida azienda agricola produttrice di vini e olio d’oliva eccellenti.

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Torre dei Lambardi

Leggenda o no, l’inizio contemplativo del tour accompagnato dalle note storiche narrate dal professor Giovanni Riganelli – persona squisita, guida eccellente – non lascia spazio a distrazioni. Così, senza esitazioni, mi proietta nella splendida sala sede del consiglio comunale di Magione, una volta chiamato Pian di Carpine, dove un meraviglioso dipinto di Gerardo Dottori racconta la storia di Fra Giovanni da Pian di Carpine, frate francescano incaricato dallo stato pontificio di intercedere presso il sanguinario sovrano dei Tartari, figlio di Gengis Khan, per tentare di scongiurare l’ulteriore espansione militare. Del frate resta, oltretutto, “L’Historia Mongalorium”, inestimabile manoscritto che per primo tramanda alla memoria gli usi e costumi del popolo mongolo.

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Questo splendido dipinto di Gerardo Dottori racconta il tentativo di portare un messaggio di pace da parte di Fra Giovanni da Pian di Carpine nella terra dei temibili e sanguinari Mongoli

Quanto poi l’uomo abbia saputo amalgamare le sue opere a queste terre appare del tutto evidente quando, uscendo dal Palazzo Comunale di Magione, mi incammino verso il Castello dei Cavalieri di Malta: una struttura in pietra, antica, possente, immersa nella natura. Non appena varco l’ingresso, la piccola cappella dedicata a san Giovanni Battista, alla sinistra del porticato, impreziosita dagli affreschi della scuola del Pinturicchio, appare come il prologo di una lunga serie di meraviglie architettoniche che ad ogni passo catturano l’attenzione anche dei visitatori più distratti. La torre rotonda, i peducci, i merli a coronamento della parte fortificata e la corte loggiata: una lunga serie di particolari che dimostrano come questo antico complesso ospitaliero oggi sia l’immagine di una nobile dimora.

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Dettaglio del Castello dei Cavalieri di Malta – Magione

Tanta ricchezza e bellezza storica, però, non solleva il pensiero di metà giornata dalla squisita incombenza di dirigersi verso quella che potrebbe essere l’arte culinaria del luogo. Il programma prevede una sosta presso “Il Ristoro”, ristorante situato a Montebuono che offre un bellissimo scorcio del lago Trasimeno. Delicatezza, sapienza e tradizione delle portate a base di pesce autoctono sono all’altezza della fama di cui gode il locale: persico, olio e fagiolina del Trasimeno sono prelibatezze che, combinate insieme dalla sorridente Michela – titolare del posto -, val la pena assaggiare almeno una volta nella vita.

Viziata e ristorata da cibo e compagnia eccellenti, mi dirigo al Museo della Pesca a San Feliciano dove so che ad attenderci c’è Rino, pescatore dall’età di 8 anni, oggi giovane maestro di vita 83enne, che ci guida tra la storia e la vita del lago Trasimeno: dalla sua formazione geologica alla conformazione dell’ambiente biologico animale e vegetale.

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Rino, la guida del Museo della Pesca – San Feliciano, Magione

La passione sembra averlo forgiato in uno stato simbiotico con i luoghi che racconta; i suoi aneddoti uniti al sorriso pulito, spontaneo sono capaci di sfilarmi l’anima dalle mani e, senza accorgermi, ne esco arricchita della sapienza del popolo che abita le rive del lago e delle tecniche di pesca che nei secoli hanno provveduto al suo sostentamento, alla sua evoluzione economica, sociale, culturale.

Il programma del blog tour è fitto d’impegni: il tempo di uno scatto fotografico al tramonto che a ovest si spegne immergendosi nel lago, e subito mi ritrovo ospite in una delle stanze del Castello, vero leitmotiv del tour, per assistere alla prima edizione del premio “La Dolce Goccia”. Il concorso, nella sua prima edizione curata da Assoprol e dall’Associazione Turistica Pro Magione, s’impegna a valorizzare l’olio d’oliva del luogo andando a premiare quelli con e senza etichetta. Un’idea davvero originale che consolida e valorizza una delle eccellenze per antonomasia della zona del Trasimeno.

La giornata trascorre veloce tra arte e tradizioni e termina fra gli stand di cipollata, polenta con persico e fagiolina, frittura di agoni e tutta la gamma di sapori che rendono Magione un luogo da visitare, da vivere, da gustare per carpirne i tratti, l’immagine di quello spicchio dell’Umbria bagnato da un lago che, nei sogni, potrai ricordare immenso e vivo come fosse un oceano di vita, cultura, arte e sorrisi.

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Tramonto sulle rive del Trasimeno. Una Magione che scalda l’anima…

© eVoluptas di Debora Pugnali

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