Sagrantino: l’Umbria in barrique

Cantina Dionigi
Degustazione in botte alla Cantina Dionigi in occasione de "Le domeniche della Strada del Sagrantino - 2015"

Quanto io conosco dell’enologia può essere riassunto in una frase: il vino si fa con l’uva. Quindi non ho la pretesa di scrivere delle caratteristiche organolettiche o del retrogusto, sarebbe come inerpicarsi in spiegazioni ad elevato contenuto scientifico su wormhole e cunicoli spaziotemporali.

Ma posso dire, senza il rischio di passare per spocchiosa tuttologa, che in questi anni il vino è sulle tavole di tutti, tanto che sembra si beva più vino di quanta acqua sia a disposizione sul pianeta. Fino a qualche anno fa avere una cantina casalinga, approssimata e arrangiata, con vecchi torchi e arnesi di legno assolutamente manuali, era roba da bifolchi, zotici. Insomma, l’immagine del contadino era stata relegata ai margini dell’economia. Poi arriva l’OMS e dice che la carne della grande distribuzione non è che faccia così bene; Sturbucks approda nella patria dell’espresso con una bevanda che non è caffè ma sa di caffè; l’olio (al quasi-niente%) d’oliva sugli scaffali del supermercato non è sempre sinonimo di controllo e qualità; così alla fine ti scopri vegano perché in vacanza all’agriturismo un paio di anni fa ti sei reso conto che la tua cena abituale avvolta nel cellophane, prima era un tacchino tutto piume e gloglottii.
Esagero, iperboleggio, alleggerisco.

Sta di fatto che oggi se non ti scatti un selfie col calice di vino della cantina sotto casa sei A-S-S-O-L-U-T-A-M-E-N-T-E OUT! Potevo tirarmi indietro io? No!
Quindi ho approfittato di una delle domeniche della Strada del Sagrantino per cercare di avvicinarmi ad un mondo che sì conosco, ma quasi per sbaglio. Perciò, macchina fotografica alla mano, ho partecipato ad una degustazione davvero particolare.

vigna

La vigna Dionigi

Intanto, appena arrivata alla Cantina Dionigi a Bevagna, Roberto e Carolina mi hanno subito indicato i due versanti da cui ogni giorno ammirano Montefalco e Trevi da un lato ed Assisi dall’altro, spesso nascoste da una leggera foschia che sembra un mare sterminato su cui galleggiano le viti Dionigi. Mentre raccontano la cantina e il loro vino, è evidente che se da un lato c’è la tradizione di famiglia che segue i tempi e la clemenza della natura senza additivi provenienti da MonsantoLand & Co., che si approccia con il curioso e con l’esperto con il calore tipico di una famiglia Umbra ospitale e cortese mai invadente, dall’altro c’è la precisione, lo studio, la scienza, la tecnologia che supporta, senza sostituire, il lavoro tramandato da generazioni.

Cantina Dionigi

Tradizione e tecnologia

Il Sagrantino è un vino che va raccontato, poi assaggiato. Carolina ne conosce perfettamente la storia. Lo abbiamo portato da poco alla ribalta della notorietà, ma è da secoli che l’uva ha messo radici in Umbria. Sembra che il primo acino sia nato in una zona vicino all’Iran, ha viaggiato a lungo, poi ha trovato casa proprio in queste terre, ha messo su prole che, come genetica vuole, si è modificata proprio sulla scia delle condizioni fertili che ha trovato.

Passito

Uva di Sagrantino lasciata appassire naturalmente

Nasce passito, quindi dolce. E dolce è l’uva che Carolina mi lascia assaggiare mentre appassisce per la trasformazione in passito. Si chiama Sagrantino perché molti secoli fa era riservato ai sacramenti e alle occasioni celebrative e nonostante la sua dolcezza conduca a pensare che lo si debba abbinare ai dessert, in realtà è nato per essere accostato ad arrosti importanti come l’agnello.

Show Room

Lo showroom della Cantina Dionigi

Ma il vino è anche, e forse soprattutto, atmosfera. Immagina di essere alla cantina Dionigi, lo showroom che hanno terminato di allestire con estremo gusto è meraviglioso, intatto, immacolato, quasi un peccato stazionare troppo lì davanti. Quindi continui, scendi le scale guidato da Carolina, e ti dirigi in quella che è la sala degustazioni. Alla tua destra trovi le enormi botti in rovere. In quelle botti c’è ovviamente vino, e i pragmatici turisti d’oltreoceano vogliono sapere quanto costano:
“Tot mila euro”
“Ma con o senza vino?”
“Senza”.
Già perché è molto più facile conoscere il prezzo che non l’insieme di valori e saperi che racchiudono. Per poterlo capire dovresti entrare lì dentro, raschiare via la tinta di vino che imbeve le pareti e lasciar respirare quel legno, magari eredità del tuo bisnonno, con la speranza che ti racconti la sua storia. È proprio così che Roberto ha scoperto una piccola sala degustazione all’interno della botte che stava restaurando.

Botte Degustazione

Spazio degustazione ricavato da un’antica botte

Esatto, non hai capito male. L’ambiente perfetto per degustare vino non può che essere la botte in cui si è invecchiato. Quasi per caso Roberto ha scoperto che allestendo quello spazio così intimo con un paio di sedute ed un piccolo tavolo, il vino si sarebbe raccontato da sé: una lampada ad incandescenza riscalda insieme ai diversi tipi di vino l’aria di un aperitivo fra amici, la tovaglia a quadri bianca e verde ricorda le tavole dell’infanzia così come il tagliere di salumi, formaggi e bruschette con l’olio prodotto dalla stessa cantina. Sì, il vino è proprio atmosfera.

Vini Dionigi

I vini della degustazione

Non posso dirti quanto sia buono il vino della Cantina Dionigi, non ho i titoli per farlo. Ti invito semplicemente ad assaggiarlo. Personalmente, mi sono innamorata del Passito, tanto che me lo sono regalata per un brindisi di compleanno il giorno successivo. E ti dirò di più: con l’arrosto è davvero superlativo!

Tonneaux Dionigi

Particolare della Cantina Dionigi: i tonneax

 

La Cantina Dionigi è davvero un luogo speciale: Carolina e Roberto ti accolgono con calore, schiettezza e familiarità senza far mancare la dovuta professionalità. Ti guidano alla scoperta del loro lavoro e della loro cantina, ti raccontano la loro storia e quella del Sagrantino. Hai l’opportunità di scoprire una realtà aziendale che porta casa tua fino in Australia, Norvegia, Svezia, USA. Ma non si monta la testa, ti parla col cuore dell’Umbria e ti spiega parte delle tue origini, parte di quello stile di vita che percorre tutta l’Umbria, a prescindere dalle denominazioni e dalle etichette.

Se t’incuriosisce questo mondo, allora rivolgiti all’associazione “Strada del Sagrantino”, che ti indicherà i percorsi del gusto che potrai seguire offrendoti un’ampia programmazione di eventi e degustazioni, come quella in botte alla Cantina Dionigi. In particolare, da luglio ad inizio novembre, “Le domeniche della Strada del Sagrantino” ti offrono una conoscenza diretta delle cantine e tu potrai toccare con mano la produzione di un vino pregiato che ti rappresenta nel mondo.

© eVoluptas di Debora Pugnali

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